C'É DI PIU'


C’è di più è l’invito rinnovato che rivolgeremo ai ragazzi e agli adolescenti perché facciano della loro vita un dono per il bene di tutti. Li aiuteremo ad incamminarsi su una strada che è già tracciata da Dio.

Parleremo loro di vocazione e di ciò che significa.
Per questo useremo l’immagine di un ragazzo che, al momento opportuno, ha saputo condividere tutto ciò che aveva e che, in modo inaspettato e sorprendente, si è visto moltiplicato e restituito il suo dono “a sazietà” e ancora “di più”.

C’è di più chiamerà i nostri Oratori e ciascun ragazzo a non accontentarsi, ma a fare sempre passi in avanti, sicuri che il Signore ci dona sempre di più di quanto ci aspetteremmo. Il suo dono c’è nella vita di tutti i giorni. Le nostre scelte possono aiutarci a rintracciarlo e a viverlo.

C’è di più è l’invito a vivere insieme nella comunità occupando ciascuno il suo posto e svolgendo ciascuno il suo compito, facendo attenzione che tutti abbiano la possibilità di dare il proprio contributo e di sentirne il valore, senza esclusioni, fraintendimenti o pregiudizi.

Ciascun ragazzo potrà dire
“c’è di più” vedendo l’entusiasmo dei più grandi che offrono tempo, energie e passione per costruire un ambiente dove si respira il senso della Missione e la gioia della Comunione.

Anche ai più giovani si potrà chiedere di partecipare, con le loro qualità e le loro doti, alla stessa avventura che consiste nell’edificare la Chiesa, dove ognuno liberamente si senta chiamato a fare della propria vita un dono per gli altri, secondo la sua vocazione specifica.


A questo link, potete trovare la
presentazione della Proposta 2009/2010

Messaggio alla Diocesi per la Festa di Apertura degli Oratori 2008


S. FILIPPO NERI - Patrono del nostro ORATORIO

Sacerdote (1515-1585), uno dei santi più simpatici e amati.
Figlio di un notaio, nacque a Firenze nel 1515. Ebbe da Dio il dono di un temperamento mite e allegro. Adolescente, studiò musica, poesia e canto e amò le bellezze della natura. A Roma seguì i corsi all’Università della Sapienza. A 24 anni, però, colpito dalla miseria dei più poveri, vendette i libri conservando soltanto la Sacra Scrittura e la Summa Theologiae di S. Tommaso d’Aquino, e diventò predicatore ambulante, nei quartieri più poveri
dell’Urbe, negli ospedali e nelle carceri, portando con la sua ilarità, la conoscenza e l’amore per il Signore Gesù. Con le battute spiritose da buon toscano, con la sua fede gioiosa, con la sua passione ardente per Gesù, attirava molti a Lui, soprattutto tra la gioventù.

A 36 anni, ottenne di essere ordinato sacerdote. Subito dopo diede vita al suo primo “oratorio” che nel 1575 sarà approvato con il titolo di Congregazione dell’Oratorio. Gettò via i libri ma era tutt’altro che ignorante, anzi era coltissimo tanto da guadagnarsi la stima di santi come Carlo Borromeo, dei Pontefici del suo tempo, al servizio dei quale volle essere, organizzando tra l’altro, l’accoglienza dei pellegrini a Roma, in due Anni Santi, nel 1550 e nel 1575. Uomo di Dio che tutti ammiravano, era, per gli amici “Pippo il buono”. Nel suo tempo difficile, in cui intere nazioni erano disgregate dal protestantesimo e dai facili costumi, Filippo Neri ebbe un chiaro progetto di riforma.
Rimane umile e semplice, senza mai atteggiarsi a maestro austero né dare spettacolo di distacco e superiorità. “Tienimi una mano sul capo - pregava il Signore - se no, senza il tuo aiuto vado a farmi turco”. Chiamato più volte a diventare Cardinale, rifiutò sempre. Morì a 80 anni, il 26 maggio 1585, compianto da tutta Roma, dal Papa Clemente VIII, che era suo amico personale.